Come esposto dall'International Headache Society le cefalee sono classificate come primarie o secondarie. Ciò che non è stato pienamente preso in considerazione nella classificazione sono le correlazioni citate dalla letteratura scientifica tra i disordini gastrointestinali e le cefalee.
Un lavoro degno di nota risulta essere l'approfondita narrative review di Noghani MT et al. in cui enfatizza, già dal titolo, le correlazioni effettivamente presenti tra cefalea ed il sistema gastrointestinale coniando il termine 'gastrointestinal headache'.
In accordo con gli autori, spesso viene erroneamente considerata la cefalea dissociata dal sistema gastrointestinale durante l'anamnesi, la diagnosi differenziale e il trattamento. Grazie a questo studio, sono stati esposti in modo dettagliato i possibili disordini correlati alla cefalea, tra cui dispepsia, GERD, costipazione ed infezione da Helicobacter Pylori.
Anche Lankarani KB et al. rivelarono nel loro studio che è presente un'associazione tra emicrania e disordini funzionali gastrointestinali quali IBS (sindrome del colon irritabile), reflusso, dispepsia ed ernia iatale.
Noghani MT et al. citarono nel loro studio varie ricerche tra cui quella effettuata da Kurth et al. che valutarono pazienti con emicrania, rilevando che riportavano frequentemente anche dolore addominale superiore e quella di Meucci et al. nel quale dimostrarono che i pazienti dispeptici soffrono significativamente di emicrania rispetto al gruppo di controllo. Sung Hwang et al. riportarono la risoluzione del mal di testa in un gruppo di bambini con dolore epigastrico utilizzando farmaci antiacidi.
Prendendo in considerazione studi relativi alla correlazione tra cefalea e reflusso gastroesofageo, Katic et al. esposero nella loro ricerca che la metà degli emicranici segnalava GERD (reflusso) bruciore di stomaco o sintomi correlati e questo gruppo soffriva di emicranie più gravi.
Se si considera invece la correlazione tra cefalea e costipazione, nello studio di Prakash R et al. gli autori spiegano come la stitichezza può essere un fattore scatenante l'encefalopatia nei pazienti con malattia epatica avanzata. Il meccanismo si basa sulla ritenzione di materiali di scarto nell'intestino e il riassorbimento di elementi tossici come l'ammoniaca attraverso la circolazione sanguigna, che raggiunge il cervello e causa disfunzioni del sistema nervoso centrale.
Discutendo le connessioni tra Helicobacter Pylori e cefalea, sia Gasbarrini et al. che Fardin Faraji M et al. esposero nei loro studi come l'eradicazione o una significativa riduzione dell'Helicobacter Pylori riduceva la sintomatologia nei pazienti con emicrania.
Possibili cause dell'associazione tra disturbi gastrointestinali e cefalea
In letteratura troviamo varie ipotesi tra cui la 'central sensitization and parasympathetic referred pain theory', il ruolo della serotonina e le allergie a determinati alimenti.
Riguardo la 'Central sensitization and parasympathetic referred pain theory' nello studio di Pucci E et al. è stato ipotizzato come l'ipersensibilità postprandiale nei pazienti dispeptici derivi da un'elaborazione anormale degli stimoli gastrici a livello del SNC. Questo a sua volta attiva la rete del dolore comune sia per il dolore somatico che per quello viscerale, causando quindi cefalea.
Altri studi come quello di Cady RK et al. e Han DG et al. spiegano come uno stimolo continuo ascendente dalle afferenze viscerali porta alla sensibilizzazione centrale coinvolgendo il nucleo trigemino-cervicale che esprime un dolore riferito alla testa, al tratto cervicale e alla mandibola. Può essere un esempio il reflusso cronico nei pazienti con GERD che causa sensibilizzazione del sistema nervoso e cefalea associata o pazienti con IBS che presentano ipersensibilità del sistema gastrointestinale sviluppando a loro volta cefalea.
Considerando il ruolo della serotonina che è presente sia nel Sistema Nervoso Centrale che nel sistema nervoso mioenterico, è stato dimostrato che i farmaci serotoninergici hanno effetti regolatori sulla motilità gastrica e si sono dimostrati utili nel trattamento e nella profilassi dell'emicrania. Ciò supporta ancora una volta le correlazioni tra sistema gastrointestinale e cefalea.
Valutando le allergie a vari alimenti, da molti decenni studi dimostrano come alcuni pazienti sviluppino allergie alimentari che causano l'attivazione del sistema immunitario e conseguente infiammazione. L'allergia a determinati antigeni alimentari e lo sviluppo di anticorpi IgE e IgG possono portare a una risposta infiammatoria che può svolgere un ruolo nella fisiopatologia dell'emicrania e dell'IBS. Nello studio di Hernández CMA et al. è dimostrato che gli emicranici sono positivi agli allergeni alimentari IgG più frequentemente dei soggetti di controllo e che i loro sintomi possono migliorare con una dieta di eliminazione.
L'osteopatia e il suo ruolo nel trattamento
In conclusione, prendendo in considerazione le innumerevoli informazioni sopra citate, è possibile comprendere come l'osteopatia, attraverso la correlazione tra il sistema nervoso e quello gastrointestinale, può contribuire alla riduzione della cefalea (in particolare modo correlata a IBS, ernia iatale, GERD, dispepsia, costipazione e Helicobacter Pylori) che spesso viene considerata come un dolore dissociato dal sistema gastrointestinale, precisando inoltre che l'osteopatia non cura la patologia ma aiuta il nostro corpo nell'autoregolazione, grazie al trattamento manuale degli organi in sofferenza e del sistema neurologico e viscerale ad essi correlato.
Di fatto l'approccio osteopatico del sistema viscerale lavora proprio sulla stimolazione dell'organo per ristabilire la sua mobilità, ossia il moto passivo dei visceri dovuto alle escursioni del diaframma, e la sua motilità fisiologica, ossia la possibilità intrinseca dell'organo di muoversi. Il presupposto da cui partire è il movimento fisiologico che ogni organo in buona salute possiede.
Un indebolimento dell'organo può essere legato invece a delle possibili limitazioni, aderenze o struttura del tessuto.
Uno dei concetti chiave dell'osteopatia è che "la vita è movimento", per cui ogni costrizione parziale o totale sono alla base della patologia. Allo stesso modo l'assunto osteopatico "l'arteria è suprema" indica che lo stato di salute è direttamente collegato ad una buona circolazione sanguigna.
L'osteopatia viscerale lavora dunque sul miglioramento della funzione di un organo cercando di "liberarlo" e ristabilendo il suo movimento fisiologico, chiaramente là dove non sussista uno stato patologico dello stesso per il quale se ne debba occupare il medico competente!
Manipolazione viscerale in osteopatia
La manipolazione viscerale in osteopatia serve a ripristinare la motilità e la mobilità di un organo usando delle forze specifiche in modo dolce. L'osteopata fornisce uno stimolo al quale il corpo risponde "autocorreggendosi". Questo avviene attraverso diverse tecniche, per esempio quelle dirette, indirette o di induzione volte a ripristinare il corretto movimento fisiologico. La Manipolazione Viscerale apporta quindi benefici per una vasta gamma di disturbi e alterazioni con effetti che si riflettono anche sulla mobilità delle strutture del sistema muscolo-scheletrico tramite le connessioni del tessuto connettivo, influendo sul metabolismo in generale.
Il trattamento e la cura del Reflusso Gastroesofageo è una delle principali indicazioni per le manipolazioni viscerali. Diversi studi e ricerche hanno dimostrato che l'azione dell'osteopatia viscerale attraverso specifiche tecniche sul diaframma possono ottenere numerosi benefici nella tenuta e nella capacità di funzionamento del cardias. Questo consente di avere degli ottimi benefici in tutta la sintomatologia del reflusso gastroesofageo che si presenta spesso con la pirosi, un bruciante dolore localizzato dietro lo sterno, il rigurgito, il dolore alla bocca dello stomaco, singhiozzo e tosse ricorrente, dolore cervicale e mal di testa correlato.
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